Avvicinò lentamente il suo viso al mio, sfiorandomi con la guancia gelata. Restai assolutamente immobile. «Mmm... », gemette, con un sospiro profondo. Con lui che mi toccava, così vicino, era molto difficile formulare una domanda coerente. Mi ci volle un minuto buono per riuscire ad aprire bocca di nuovo.
"Perché non mi fai compagnia oggi?" chiese lui, con un sorriso.
[...] "Così è diverso", riuscii infine a sibilare.
"Bè...". Fece una pausa, e poi riprese di slancio a parlare.
"Ho pensato che se proprio devo andare all'inferno, tanto vale andarci in grande stile".
[...]" Credo che i tuoi amici siano arrabbiati con me perché ti ho rapita."
"Sopravviveranno".
[...] "Non è detto che ti restituisca, però", disse lui, con una luce maliziosa negli occhi.
[...] "... a cosa devo tutto questo?"
"Te l'ho detto, sono stanco di sforzarmi di starti lontano. Perciò, ci rinuncio."
"Rinunci?", ripetei io, confusa.
"Si, rinuncio a sforzarmi di fare il bravo. D'ora in poi farò solo ciò che mi va e mi prenderò quel che viene." Il sorriso svanì e nella sua voce c'era una punta di durezza.
"Mi sono persa un'altra volta."
Riecco il sorriso sghembo mozzafiato.
